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venerdì 13 giugno 2014

Gates ed il CTRL-ALT-CANC


Qualche tempo fa fu data la notizia che Bill Gates avrebbe ripudiato l'adozione della combinazione CTLR-ALT-CANC definendola come un errore, un grande sbaglio, lui avrebbe voluto un solo tasto. Mi ci è voluto non poco per riprendermi dallo shock. Tra le miriadi di cazzate perpetrate da mamma Microsoft questa è una goccia, e lui va a tirare fuori proprio quella? Un errore fare il login con CTRL-ALT-CANC? Il senso della misura, questo sconosciuto...


Windows 8 e la pagina di prova...

Qualcuno si chiederà "la pagina di prova? Che è?". Ecco la risposta: la pagina di prova è quel foglio che esce dalla stampante quando, dalle sue proprietà, si preme il bottone "stampa pagina di prova". Ecco, tutto qui. A cosa dovrebbe dunque servire tale foglio? Ma è ovvio, a verificare che la stampante sia connessa, funzionante ed in grado di stampare. Intelligentemente in windows XP, ad esempio, veniva stampata una bandierina comprendente tutti i colori disponibili più alcune linee di testo in nero. Eh già, sembra una banalità ma in questo modo con un solo foglio potevamo capire se la stampante andava bene o no. I progettisti di windows 8, invece, dispongono invece di stampanti in grado di stampare solo il nero ed il blu. Prego? Non ci credete? Qui il risultato del test della pagina di stampa:




Come dite? C'è solo il blu ed il nero? E'.........SATTO! Le nuove leve di ingegneri di Microsoft evidentemente ritengono superfluo avere una verifica visiva della presenza o meno degli altri colori in una pagina di prova. E a questo punto non si capisce perchè si debba chiamare "pagina di prova". Il suo vero nome dovrebbe essere "pagina stampata alla ca%%o giusto per sprecare un po' di inchiostro e darti l'illusione di aver testato la stampante". 

Ecco invece come avevano risolto brillantemente fino a windows 7, con minimo spreco dei colori... 
 
La minuscola bandierina faceva subito capire se c'era qualche problema in uno dei colori della nostra beneamata...



lunedì 17 febbraio 2014

Non aprite quel drive! Anzi quello SkyDrive!

Tempo fa decisi che un account su un qualsiasi drive virtuale mi avrebbe fatto comodo sicchè, stimolato anche da fatto di possedere già un account con live.it per dover scaricare le app di windows 8 (altra ciofeca) dallo store, optai per SkyDrive, sempre di mamma microsoft (notare il minuscolo). Ebbene dopo qualche tempo di funzionamento regolare feci il passo più lungo della gamba... Decisi di lasciare UNA UNICA COPIA di alcuni file di informazioni abbastanza importanti solo su tale drive, per evitare i soliti casini dovuti ai doppioni diseguali, non sincronizzati, etc... ERRORE!!! Anzi ERRORI!!! Come minimo 2.

  1. Ho ingnorato la regola principe dell'informatica: MAI TENERE UNA SOLA COPIA dei propri dati importanti. MAI. Neppure se li si tiene registrati sul non plus ultra dei dispositivi di archiviazione supergarantiti. Ho agito da niubbo.
  2. Mi sono fidati di microsoft! E questo è forse anche peggio del 1° errore commesso e precedentemente esposto.
Ebbene, ad un certo punto l'account venne bloccato. "Motivi di Sicurezza" dovuti ad un non ben precisato traffico (maddechè? aprivo si e no 1 o 2 file al giorno). Il laconico e antipatico messaggio mi indicava la retta via: dovevo rinunciare alla mia privacy immettendo il mio numero di cellulare, numero al quale sarebbe stato inviato un codice di conferma. E cavolo a me servono adesso quei file! Vabbè, riempiamo 'sta roba. Riempii così tale subdolo campo ma nulla. Nulla arrivò al mio cellulare che mi guardava anche con un certo sogghigno... "Hehe, non t'è arrivato eh? Fidati ancora di Microsoft...". Non mi perdetti d'animo ed optai per l'invio del codice all'email alternativa. *INVIA* fu il comando che impartii con alterigia. Poco dopo il messaggio email liberatorio arrivò: immettere questo codice: xxxxxxxx. Bene, inserii il codice nell'apposito spazio e... DONG!!! "Errore il codice non è valido". MACOMEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!! Ripetei l'operazione ottenendo lo stesso risultato. Mi feci reinviare il codice. Nuova email con un nuovo rassicurante messaggio: immettere questo codice: yyyyyyyy. Ohhh ci siamo. Clicckete clicckete clicckete... "Errore il codice non è valido". ARGGGGGGGGHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH Ma questo sono impazziti! A me serve di leggere 'ste benedetti file che sono miei!!!!! MIEI! ADESSO! Con quale diritto vi siete impossessati di parte della mia vita??? Io vi denuncio vi distruggo Vi.... Vabbè, riproviamo a farci inviare un altro codice. E così fu ma nessuno mai funzionò. La sorte volle che dopo un paio di giorni il telefonino smise di sogghignare e balbettò qualcosa riguardo l'arrivo di un messaggio. Andai a vedere 'sto messaggio e trovai il famoso codice che avrebbe dovuto arrivare per primo, due giorni indietro e come prima opzione per essermi ingenuamente fatto trafugare il mio numero di telefono da un programma voglioso di erodermi la privacy. Stavolta è fatta, mi dico e provai il codice. Come dite? Eh si, era sbagliato. Colto da ispirazione divina ripetei l'operazione di invio del codice al mio numero di cellulare e... MAGIA DELLE MAGIE ecco che arrivò un altro codice stavolta giusto! Evviva! Evviva! Sia lodato nostro signore Bill. Andiamo avanti! Ops, che succede? Ah no, meno male, mi chiede di cambiare la password per sicurezza. Ok, ora sono tornato al presente a riprendermi la mia vita. Ecco la nuova password tiè. Ca%%o ho sbagliato captcha, fanc--- rifacciamo. Ohhhhh.... Ecco che appare SkyD.... Ma che è? Cos'è sta roba?

"Account bloccato per superamento soglia o per violazione dei termini o per chissà quali altri ca%%i di cui noi non sappiamo nulla"

"Se pensate di avere ragione (ma non ce l'avete) scrivete al supporto microsoft qui >supporto<"



lunedì 30 settembre 2013

il gatto di Schrödinger

Molti di voi conosceranno il paradosso del gatto di Schrodinger, nato per spiegare il fenomeno e l'interpretazione di alcuni fenomeni della meccanica quantistica. Non sto qui a dilungarmi, andate su wikipedia se non lo conoscete. Allora si diceva del famoso gatto del paradosso che, sintetizzato, in molti ricordano come "dato un gatto ed immessolo in una scatola chiusa non è dato sapere, se non aprendo la scatola, se il gatto è vivo o morto". Io personalmente avrei da ridire su questa sciocca tesi. Evidentemente nessuno degli scienziati citati ha mai avuto un gatto. E sicuramente nessuno di loro ha comunque provato a ficcarlo in una scatola chiusa. Perchè avrebbero accertato, i lorsignori, che è possibile che il gatto in questione se ne stia buono e zitto per un po' ammaliato dal nuovo gioco e dal senso di protezione offerto dalla scatola ma state tranquilli che dopo un certo tempo si stancherà, soprattutto verso l'ora di pranzo, e farà in modo di farsi sentire eccome. farà talmente tanto di quel pasticcio che lo spettatore di questo esperimento non potrà altro che concludere "si, il gatto è vivo" e senza aprire alcunchè. Dunque la teoria è valida ma forse, e solo forse, per i primi 10..15 minuti di osservazione dopodichè la meccanica quantistica ed il buon Schrodinger vanno a farsi benedire. Ah... La foto presa a prestito a corredo del post non c'entra assolutamente nulla, non scervellatevi a capirne il senso... ;-)
Leggendo distrattamente Techspot noto un articolo: "i 10 dispositivi elettronici quasi impossibili da riparare"... Oddio, sinceramente ne conosco parecchi, altro che 10! Quasi tutto oggi è fatto per non essere riparato ma semplicemente buttato! Abbiamo assistito all'involuzione nel campo della tecnologia... Dai primi apparati a valvole, costruiti su chassis metallici, si è passati ai primi circuiti stampati, seguiti dai circuiti a semiconduttori e più avanti ai circuiti integrati (e già qui i primi dolori). Non vi dico cosa volesse dire prendersi in mano lo chassis di un televisore con un unico circuito stampato zeppo di componenti.  Poi vennero i cosiddetti apparati "modulari" dove ogni specifica sezione veniva separata ed innestata su una base comune agli altri moduli. In questo modo la riparazione, una volta individuato il modulo guasto, consisteva nella sostituzione del modulo stesso con uno nuovo. Tutto era ordinato e costruito in modo da essere agevolmente aperto ed ispezionato. Poi, con l'aumentare dell'integrazione, vennero i circuiti sempre più piccoli, vennero gli SMD (surface mounting device, dispositivi a montaggio superficiale), venne il CAOS! Si ritorno agli stampati unici zeppi di componenti! Si buttava o ci si attrezzava con strumenti di laboratorio costosi, ci voleva la lente di ingrandimento per tutto e comnciarano ad apparire sigle misteriose sui componenti dovute all'esiguo spazio disponibile.

Infine, ovvero odiernamente, arrivarono anche i peggiori ingegneri che la storia avesse conosciuto, una stirpe di disgraziati votati unicamente al risparmio, impassibili agli strazi dei poveri riparatori. Essi dedicavano i loro computer ed il loro tempo a calcolare non già come rendere *umano* il dispositivo elettronico da creare, ma come miniaturizzarlo e come renderlo inaggiustabile, perlomeno ad un comune mortale. Era nato un nuovo dio, "l'obsolescenza programmata", un dio terribile, cattivo, sanguinario e cinico. I dispositivi non dovevano nè durare in eterno (ma nemmeno *troppo*) nè essere riparati! Giammai! Un dispositivo rotto si butta e procura nuovi guadagni. Se è riparabile il guadagno se lo pappa chi lo ripara non chi l'ha (schifosamente visto che s'è rotto) costruito. Maledetti. Su Techspot si sono occupati di gioiellini del calibro di "surface tablet" dove è necessario togliere fino a 90 (NOVANTA!!!) viti per accedere completamente al suo interno e dove il display è letteralmente incollato alla copertura del tablet, oppure della nikon d600 dove il display è SALDATO al resto del coperchio sicchè per cambiarlo si cambia pure la scocca! Chi ha aperto un dispositivo odierno sa di cosa parlo... Flat cable innestati su connettori microscopici che a guardarli troppo male si rompono, saldature su pettini distanziati decimi di millimetro su piste che si staccano alla seconda passata, componenti impenetrabili ed anonimi, senza alcuna sigla, BGA, e altre diavolerie! DIO MIO DOVE SIAMO ARRIVATI!!! E DOVE ANDREMO A FINIRE!